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La amiamo tanto da averla resa uno dei cibi che contraddistingue la tradizione gastronomica toscana, la gustiamo salata o dolce, vuota o ripiena, può essere una colazione, un pranzo, una merenda o una cena, insomma la schiacciata è la regina dei prodotti da forno.

Ma come nasce la schiacciata?
Le sue origini sono antichissime e risalgono all’era in cui gli esseri umani iniziarono a vivere in piccole comunità dedite all’agricoltura ed all’allevamento.

Allora, i metodi di cottura erano semplici come i cibi da cuocere e il pane altro non era che un disco di pasta azimo sottilissimo, ottenuto impastando acqua e cereali macinati, insaporito con erbe o ortaggi ed adagiato su pietre arroventate dal fuoco.

Furono gli antichi Egizi i primi ad utilizzare il lievito mentre dobbiamo ai Romani l’introduzione del frumento nell’impasto, passo decisivo nella realizzazione del pane come lo conosciamo oggi.

A quei tempi la schiacciata, era la base per le offerte agli Dei nei templi in quanto considerata più pregiata del semplice pane, per via dell’utilizzo dell’olio o dello strutto.

Col passare del tempo divenne il cibo adatto per coloro che facevano lavori manuali o pesanti per via dell’alto valore nutritivo, mentre ai fornai del Rinascimento dobbiamo l’idea della farcitura: infatti, nelle lunghe notti passate a cuocere il pane i fornai mettevano a cuocere anche gli avanzi di pasta non lievitata che, una volta cotti, riempivano con formaggi, verdure o salumi.

La schiacciata si è poi diffusa in tutta Italia, affermandosi però in particolar modo in due regioni, Toscana e Liguria.

Nella tradizione gastronomica toscana, di origine prettamente contadina, la schiacciata si faceva insieme al pane una volta a settimana, infornandone tante quante ne potevano entrare nel forno a legna.

Ciò consentiva anche di capire la temperatura raggiunta dai mattoni che ne costituivano la base: se la schiacciata cuoceva bene e rapidamente, allora era il momento di cuocere il pane.

La schiacciata toscana è sempre stata semplice, condita con olio e sale e magari farcita con salumi o formaggi, ma in età rinascimentale (anche se alcune fonti la fanno risalire addirittura al tempo degli Etruschi), durante il tempo della vendemmia, si diffuse anche un tipo di schiacciata dolce o all’uva, realizzata con olio, zucchero ed uva nera.